Articolo di Pierluigi Battista, pubblicato su Huffington Post il 2 febbraio 2024
Forse non hanno capito bene. O forse non vogliono capire. O forse, infatuati di cappi e ghigliottine, non riescono a capire. Come nel caso di Ilaria Salis. Il tema del garantismo non è l’innocenza o la colpevolezza. Casomai è la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
È il rifiuto dei maltrattamenti verso indagati e imputati. È il rispetto dei diritti della difesa. È il ripudio dell’umiliazione dell’imputato con guinzagli e schiavettoni. È il diritto a una condizione carceraria umana. È il rifiuto della custodia cautelare distribuita a pioggia, quando ancora non è nemmeno iniziato il processo.
È la possibilità degli avvocati di avere accesso a tutte le carte per poter difendere efficacemente i loro assistiti, terroristi e mafiosi compresi. È il rispetto delle persone, di cui non si chiede l’allontanamento da un ruolo pubblico, come ha fatto Salvini momentaneamente dimentico della macroscopica inopportunità di un generale in attività che faccia politica, solo perché sospettato di aver commesso un reato.
È la trasparenza degli atti processuali. È la certezza di avere un giudice terzo. È la denuncia dello scandalo di carceri sovraffollate dove molti prigionieri si suicidano. È la civiltà del diritto, che l’Ungheria non conosce, ma che l’Italia ha smesso di conoscere da tempo.
Pierluigi Battista