
Criticare Hamas non è necessariamente schierarsi contro “un popolo”, ma denunciare un crimine. È possibile sostenere la legittima difesa, la protezione dei civili, la volontà che Israele esista in pace, senza per questo negare i diritti di chi soffre a Gaza. Ma quel 7 ottobre ha dimostrato che l’elemento centrale è: chi colpisce indiscriminatamente i civili non ha giustificazione.
Ricordare significa guardare in faccia il male e scegliere da che parte stare, senza ambiguità. In un mondo di rumori, il silenzio davanti al terrorismo è già un atto politico. Non possiamo permettercelo.